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Quante volte deve fare la cacca un neonato? Stipsi o stitichezza

Quante volte deve fare la cacca un neonato? E quante un bambino? E’ utile il movicol bambini? E i farmaci per la stitichezza?

E’ esperienza comune di tanti genitori quella di avere un bambino che in una fase della vita soffre di stitichezza…Patologia semplice ma che può causare seri disturbi e dolore al bambino! Scopriamo insieme cosa è e soprattutto come risolverla!

Cosa si intende per stipsi o stitichezza?

La stipsi o stitichezza è una condizione estremamente comune nel bambino (può interessare fino al 25% della popolazione pediatrica!) ed è spesso causa di grande preoccupazione nei genitori (un gran numero di accessi in Pronto Soccorso pediatrico sono successivamente diagnosticati come semplici stipsi!). Molto spesso la causa principale della stipsi va cercata sia in cattive abitudini alimentari (prevalentemente le poche fibre presenti nell’alimentazione dei bambini) sia comportamentali (ad esempio, una posizione scorretta sul water o un bambino che non è abituato ad “andare in bagno” tutti i giorni).

Questi atteggiamenti, ripetuti nel tempo, portano all’insorgenza della stipsi (o stitichezza) definita “funzionale” che è molto più frequente e va distinta (come vedremo proseguendo l’articolo) dalla stipsi “organica”. Per fortuna la stipsi funzionale può essere efficacemente trattata, come indicato nella sezione dedicata alla terapia.

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Cosa è la stitichezza e come si fa la diagnosi?

E’ opinione comune che un bambino venga definito stitico quando fa “poca cacca”. In realtà sono diversi gli elementi da prendere in considerazione, secondo gli ultimi criteri (chiamati Criteri di Roma III) per la diagnosi di stipsi. Gli elementi  indicativi di stipsi funzionale che i genitori devono prendere in considerazione sono:

  • 2 defecazioni (o meno) alla settimana
  • Incontinenza fecale (ovvero una perdita involontaria di piccole quantità di feci che macchiano gli slip)
  • Atteggiamento a trattenere le feci o defecazione dolorosa
  • Mancato senso di svuotamento dopo l’evacuazione
  • Feci di largo diametro che ostruiscono il water o feci “a palline”

Se nei vostri figli notate alcuni di questi elementi (per un periodo di tempo di che va da alcune settimane fino ad arrivare anche a 2-3 mesi) allora è il caso di rivolgervi al vostro pediatra di fiducia per avere una diagnosi di certezza ed iniziare il trattamento appropriato.

Quali sono i sintomi della stitichezza?

Oltre, naturalmente, alla difficoltà nell’evacuazione descritte in precedenza il sintomo cardine della stipsi (che spesso fa allarmare i genitori nel sospetto di una appendicite) è un FORTE DOLORE ADDOMINALE diffuso o localizzato nella parte inferiore dell’addome. Perché questo dolore?  Se ci riflettiamo un attimo, il nostro intestino non è niente altro che un tubo, non rigido ma un po’ elastico…se questo tubo non riesce a svuotarsi “dal basso”, naturalmente inizierà gradualmente a dilatarsi (per contenere le feci che continuamente si formano) e questa dilatazione provocherà nel bambino una sintomatologia dolorosa, talvolta molto intensa. Ogni volta che nostro figlio ha mal di pancia, domandarsi “da quanto tempo non fa cacca” dovrebbe essere la prima cosa da fare!

Altri sintomi, definiti di “accompagnamento” possono essere: irritabilità, scarso appetito, senso di sazietà precoce. Questi sintomi di solito tendono a ridursi o a scomparire in seguito all’evacuazione, ma ricompaiono dopo un breve periodo (anche poche ore!) se l’intestino non si è svuotato completamente.

Per fortuna la stitichezza non costituisce quasi mai un pericolo per i bambini…le capacità di adattamento del nostro intestino sono davvero sorprendenti e solo una stipsi molto ostinata e prolungata nel tempo potrebbe essere reale motivo di pericolo.

Qual è la differenza fra stipsi funzionale e stipsi organica?

La stipsi funzionale, come visto in precedenza, è dovuta ad un errato svuotamento intestinale da parte del bambino, spesso semplicemente dovuta a cattive abitudini. Nella stipsi organica invece esiste sempre una patologia sottostante (intestinale, metabolica, endocrinologica, farmacologica ed altre) che richiede sicuramente più attenzione rispetto alla stipsi funzionale. Il vostro pediatra, in base all’anamnesi (la storia clinica di vostro figlio), l’esame clinico e (quando necessario) alcuni esami di laboratorio e strumentali, sarà certamente in grado di riconoscere la causa sottostante! Inoltre, di solito (ma non sempre!) la stipsi organica si manifesta sin dai primi periodi della vita, è molto ostinata e resistente alla terapia e non è l’unico sintomo presente nel bambino.

Quante volte un neonato deve “fare la cacca”? E quante un bambino?

Una delle domande più comuni dei genitori è: “Dottore, ma quante volte deve fare cacca mio figlio?”. Come spesso accade non esiste una risposta precisa a questa domanda. In generale possiamo dire che:

  • I neonati e i lattanti fino a 6 mesi di vita hanno ritmo evacuativo (detto alvo) molto variabile (da una evacuazione dopo ogni poppata fino ad una evacuazione ogni 3 giorni). Quindi nei più piccoli il numero di evacuazioni può normalmente arrivare anche a 7-8 al giorno (soprattutto se allattati al seno) SENZA alcuna necessità di allarmarsi del pericolo “diarrea” (se vuoi saperne di più sulla diarrea, leggi il nostro articolo “la diarrea nel bambino”).

Allo stesso modo il solo fatto che il vostro bambino faccia cacca “solo” 1-2 volte al giorno non è sufficiente per poter parlare di stitichezza.

Come già detto, quindi, detto le abitudini sono molto variabili e i bambini nei primi mesi di vita (soprattutto con lo svezzamento e i cambi di alimentazione) possono anche stare più di 24-48 ore senza evacuare. In questo caso non dobbiamo farci prendere dal panico, ma semplicemente seguire i consigli illustrati in seguito nella sezione “terapia”.

  • I bambini più grandi (e gli adulti!) dovrebbero invece “andare in bagno” con più regolarità (circa 1 evacuazione al giorno) con feci ben formate e senza dolore all’evacuazione.

Qual è la terapia della stipsi?

La terapia della stitichezza, sempre guidata dal proprio pediatra curante, deve avere un doppio approccio: farmacologico e comportamentale (spesso sottovalutato da genitori e medici!)

Come prima cosa, soprattutto quando si tratta di una stipsi molto importante, può essere necessario rimuovere la gran parte delle feci accumulate nell’intestino. Questo può essere ottenuto mediante supposte o microclismi (“perette”) di glicerina o tramite l’utilizzo di un clistere (da non utilizzare sotto i 2 anni di età). ATTENZIONE: L’utilizzo di questi presidi deve essere eccezionale e non, come purtroppo spesso accade, abitudinario ogni volta che il nostro bambino non fa cacca per alcuni giorni. L’utilizzo ripetuto di tali presidi rischia a lungo andare di peggiorare la situazione, non abituando l’intestino ad un corretto svuotamento se non grazie ad un aiuto esterno!

La terapia della stipsi infatti è una terapia lunga, che spesso dura addirittura mesi. Quando ben fatta però ottiene quasi sempre risultati più che soddisfacenti ed elimina il problema alla radice!

Terapia farmacologica

I lassativi orali oggi trovano un impiego fondamentale nella cura della stitichezza nel bambino, garantendo ottimi risultati. Il principio è quello di “educare l’intestino” ad un corretto svuotamento giornaliero con feci morbide e senza dolore all’evacuazione. È bene precisare una cosa: i lassativi orali sono farmaci sicuri e la durata del trattamento può essere molto lunga, anche fino ad un anno, senza il rischio di effetti collaterali (ovviamente il loro impiego va però concordato con il pediatra curante). Non sono infatti farmaci che vengono assorbiti dal corpo del bambino, ma hanno solo lo scopo di “richiamare acqua” all’interno dell’intestino in modo tale da ammorbidire le feci e favorire l’evacuazione.

Quali sono i farmaci più utilizzati per il trattamento della stipsi?

– Lattanti fino a 6-12 mesi di vita:

  • Laevolac sciroppo (lattulosio):

Dosaggio: 1-2 cucchiaini da caffè (pari a circa 5 ml) al giorno al mattino

– Bambini dai 6-12 mesi di vita in poi:

La sostanza che ha evidenziato la maggiore efficacia in diversi studi scientifici si chiama MACROGOL (o PEG), contenuta ad oggi in molti farmaci con lievi differenze in quantità e gusto. Nella nostra esperienza i farmaci “senza aroma” sono quelli che più facilmente vengono accettati dai bambini, essendo diluibili in qualsiasi liquido o bevanda, ma naturalmente ogni bambino ha i suoi gusti!

Vediamo la dose dei più comuni:

  • Movicol bambini bustine  6,9 g (senza aroma): 1 bustina fino ai 6 anni, 2 bustine dai 7 anni in poi
  • Paxabel bustine 4 g (aroma arancia): dai 6 mesi ad 1 anno: 1 bustina al giorno; da 1 a 4 anni: 1-2 bustine al giorno; da 4 a 8 anni: 2-4 bustine al giorno (esiste anche la formulazione da 10 g per i bambini più grandi)
  • Dicopeg 3350 bustine (7 g di macrogol per bustina): mezza bustina fino ai 5 anni, 1 bustina dai 5 anni in poi
  • Pediapax bustine divisibile 13,125 g: mezza bustina da sciogliere in mezzo bicchiere d’acqua fino ai 6 anni, 1 bustina da sciogliere in un bicchiere d’acqua dai 6 anni in poi

ATTENZIONE: A dispetto di quanto si trova scritto sui foglietti illustrativi non esiste un dosaggio giusto. Ovviamente ci si potrà orientare in base ad età e peso del bambino, ma la DOSE ESATTA è quella grazie alla quale il BAMBINO RIESCE AD EVACUARE UNA VOLTA AL GIORNO FECI MORBIDE.

Cosa vuol dire? Facciamo un esempio per chiarire il tutto.

Se il bambino continuerà ad essere stitico nonostante la somministrazione di una bustina di 4 grammi di Macrogol la dose potrà essere aumentata (anche di molto!) fino ad ottenere una evacuazione al giorno con feci morbide. Facciamo attenzione però: succede spesso che aumentando la dose il bambino inizi a fare feci molto molli, quasi diarroiche…in questo caso NON bisogna assolutamente sospendere il farmaco, ma semplicemente ridurne la dose! Una volta ottenuto il dosaggio desiderato (il bimbo andrà regolarmente in bagno una volta al giorno) la terapia va continuata per mesi, proprio per far riabituare l’intestino del bambino a svuotarsi con regolarità (non va quindi sospesa dopo pochi giorni o settimane!).

Un’ultima nota: se dopo i primi giorni di terapia non sembra esserci alcun effetto…siate pazienti e provate ad aumentare la dose! Come detto in precedenza la terapia della stipsi è lunga e non bisogna sperare di ottenere risultati immediati!

Terapia comportamentale

Cosa è la terapia comportamentale della stitichezza? In cosa consiste?

Il “toilet training”: uno degli errori più importanti e frequenti (per quanto banale vi possa sembrare!) è l’errato utilizzo del gabinetto. E’ molto comune vedere bambini piccoli con le gambe a penzoloni e curvi sul water. Questa posizione è quanto di più deleterio ci sia per una corretta defecazione!

La posizione corretta è la seguente: le ginocchia devono essere in posizione LEGGERMENTE più alta rispetto ai fianchi, i piedi devono avere una base solida su cui poggiare (se necessario utilizzare un piccolo sgabello) e la schiena deve essere dritta. Un corretto utilizzo del vasino nei mesi precedenti favorirà molto la naturale acquisizione di questa posizione.

Molto utile è poi educare il bambino ad “andare in bagno”. Come? Dopo uno dei pasti principali è utile far sedere il bambino sul water per circa 10 minuti, anche in assenza di stimolo. Molto importante sarà NON assumere un atteggiamento critico o punire il bambino se non evacua, ma anzi cercare di motivarlo e premiarlo in caso di buon esito.

La dieta: è una componente fondamentale! E’ molto importante bere molto (anche 2 litri di acqua al giorno!) e consumare un’adeguata quantità di fibre. Un bambino che beve poco infatti avrà feci più dure e questo ovviamente costituirà un ostacolo alla defecazione.

L’apporto di fibre è ovviamente indispensabile ma più spesso, seppur con le migliori intenzioni, si finisce per proporre al bambino alimenti sgraditi (rischiando addirittura di ottenere l’effetto contrario).  Ecco qualche pratico consiglio: aumentare l’apporto di legumi e verdure (da somministrare interi o, se non piacciono, frullati, ma MAI passati), abituare il bambino a mangiare la frutta sin da piccolo (da preferire prugna, pera e kiwi, evitare banana e mela), favorire  l’utilizzo di alcuni yogurt.

2017-11-24T11:02:02+00:00 02 Feb 2017|Crescita, Sintomi|