//Laringospasmo nei bambini: come affrontarlo? Sintomi e terapia

Laringospasmo nei bambini: come affrontarlo? Sintomi e terapia

Difficoltà respiratoria notturna improvvisa con tosse abbaiante. Scopriamo insieme cosa fare e quando andare in ospedale!

Talvolta, soprattutto in inverno-autunno può capitare di svegliarsi improvvisamente nel cuore della notte e sentire il proprio figlio tossire in maniera convulsa con difficoltà a respirare e a parlare.

Ci troviamo di fronte ad un classico episodio di laringospasmo! Leggiamo come ricoscerlo e quali sono i rimedi, grazie e pochi e semplici consigli pratici!

Cos’è il laringospasmo?

Il laringospasmo (chiamato anche “croup spasmodico”) è una condizione clinica caratterizzata da tosse abbaiante e difficoltà respiratoria ad insorgenza improvvisa e molto rapida che spesso provoca grande allerta nei genitori.

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La causa certa non è ancora del tutto nota, non essendo infatti necessariamente dovuta (come la laringite) ad una localizzazione in laringe di un virus, ma si tratta di una reazione irritativa in soggetti definiti “ipersensibili” in seguito a infezioni e/o allergie. E’ più frequente nel bambino piccolo (dai 6 mesi ai 3 anni), ma talvolta si manifesta anche nel bambino più grande e nell’adolescente.

Quali sono i sintomi del laringospasmo? Come si manifesta?

L’esordio è quasi sempre improvviso con tosse abbaiante, voce rauca e stridore inspiratorio e avviene solitamente nelle prime ore della notte causando il risveglio del bambino.

Ciò che allarma di più i genitori è che il bambino è in una situazione di completo benessere quando va a dormire per poi svegliarsi improvvisamente con una tosse molto intensa e difficoltà a respirare e a parlare. Spesso migliora spontaneamente o in seguito alla somministrazione di farmaci (vedi terapia), ma può ripresentarsi anche per 2-3 sere consecutive.

Qual è la terapia del laringospasmo? Quali i farmaci?

Cercheremo in questo articolo di descrivervi un pratico piano d’azione in caso di laringospasmo. Per prima cosa bisogna rimanere calmi e tranquillizzare il bambino. E’ una condizione che quasi sempre si riesce a risolvere a casa, senza necessità di andare in ospedale. Il panico inoltre accentua la difficoltà respiratoria quindi è molto importante mostrare tranquillità al proprio figlio! Successivamente è consigliabile somministrare una compressa di cortisone al bambino.

ATTENZIONE: i cortisonici somministrati per bocca iniziano il loro effetto solo alcune ore dopo la somministrazione! E’ utile somministarli in fase iniziale soprattutto per evitare ricadute nelle ore successive!.

Quelli più comunemente utilizzati sono:

  • Bentelan compresse effervescenti da 0,5 o da 1 mg: il dosaggio suggerito è pari a 0,1-0,2 mg per ogni kg di peso del bambino. Questo vuol dire che se vostro figlio pesa 20 kg potete somministragli 2 cp da 1 mg o 4 da 0,5.
  • Deltacortene compresse da 5 o 25 mg: utilizzate soprattutto nel bambino più grande e nell’adolescente. Il dosaggio suggerito è pari a circa 1 mg per ogni kg di peso (ad esempio ad un bambino di circa 30 kg potrà essere somministrata una cpr da 25 mg)
  • Soldesam gocce: dose minima 4 gocce ogni 2,5 Kg di peso in tutta la giornata; dose massima 8 gocce ogni 2,5 Kg di peso in tutta la giornata

ATTENZIONE: Questi dosaggi sono orientativi il base al peso o all’età del bambino. Vi consigliamo di contattare il vostro pediatra di fiducia per eventuali variazioni nel caso specifico!

Preparare rapidamente un aerosol. Come?

Insieme a 1-2 ml di soluzione fisiologica, i farmaci di più comune utilizzo sono: Clenil, Pulmaxan, Prontinal, Aircort.

ATTENZIONE: in caso di laringospasmo la prima somministrazione di aerosol va fatta utilizzando una quantità di cortisone più elevata rispetto a quella che utilizzate nel comune aerosol! Non basterà infatti la classica “mezza fiala”, ma sarà necessario utilizzarne 1 o 2 contemporaneamente! Diversi studi scientifici hanno evidenziato come il cortisone per via inalatoria (quindi l’aerosol) sia un presidio molto efficace nel risolvere in acuto un episodio di laringospasmo.

Già dopo circa 20 minuti si dovrebbe iniziare infatti ad osservare un miglioramento. L’utilità (ancora dibattuta in ambito medico) di somministrare sia il cortisonico per bocca (es. Bentelan) sia il cortisonico per aerosol (es. Clenil), sta nel fatto che il primo sembra più utile nel ridurre la possibilità di un’eventuale recidiva (il “croup del giorno dopo”) mentre il secondo agisce prevalentemente sulla sintomatologia acuta.

Superato l’attacco acuto, può essere necessario continuare una terapia di fondo per qualche giorno (spesso con Bentelan ed aerosol), ma vi suggeriamo di contattare prima il vostro pediatra di fiducia per decidere il trattamento più adeguato.

Quando andare in ospedale? Quando dobbiamo preoccuparci?

Il laringospasmo è una causa molto comune di accesso notturno in pronto soccorso. Soprattutto quando si verifica il primo episodio i genitori sono (giustamente!) così allarmati da correre in ospedale in pochissimi minuti.

Per fortuna in realtà la prognosi è quasi sempre ottima con risoluzione della sintomatologia in poche ore e seguendo i nostri semplici consigli si possono risparmiare tante corse in ospedale! Naturalmente se la difficoltà respiratoria dovesse essere severa o persistere nonostante la terapia sarà necessario un controllo medico.

E’ utile l’adrenalina nel laringospasmo?

E’ stato dimostrato che l’adrenalina per aerosol è un farmaco molto efficace nella risoluzione del laringospasmo con un netto miglioramento della sintomatologia a distanza di circa 10-20 minuti dall’utilizzo.

Sebbene sia un farmaco molto sicuro quando somministrato per aerosol, riteniamo sia più corretto utilizzarlo in ambiente ospedaliero e limitarne l’uso a casa solo quando fortemente indicato dal proprio pediatra di fiducia.

E’ utile umidificare l’ambiente in caso di laringospasmo?

Fino a pochi anni fa si riteneva che l’umidificazione dell’ambiente (ad esempio aprendo tutti i rubinetti dell’acqua calda) fosse un presidio fondamentale nel trattamento del laringospasmo. In realtà numerosi studi scientifici hanno smentito l’efficacia di questa pratica non essendoci differenze significative nella risoluzione della sintomatologia fra l’aria ambiente e l’aria umidificata.

Certamente però l’aria secca non aiuta il bambino e sembra che un ambiente umidificato riesca a tranquillizzare il bambino dandogli l’impressione di respirare meglio. Se fatto in completa sicurezza e senza causare ritardi alla terapia farmacologica, umidificare l’ambiente può essere quindi un’azione da prendere in considerazione.

Un’importante curiosità…

I vaccini e il laringospasmo: un’altra ragione per cui vaccinare! Grazie ai vaccini negli ultimi decenni sono scomparse due manifestazioni cliniche simili al laringospasmo, ma potenzialmente mortali!

La difterite può infatti provocare una grave “laringite difterica” difficile da trattare che può portare a conseguenze gravissime (a giugno 2015 un bambino spagnolo, non vaccinato, ha perso la vita per la difterite).

L’Haemophilus influenzae invece può causare una patologia gravissima e potenzialmente mortale chiamata “epiglottite” che può essere spesso confusa con il classico laringospasmo. Entrambe queste patologie possono essere prevenute grazie al vaccino esavalente.

2017-06-30T09:28:50+00:00 22 Mag 2017|Sintomi|