//Febbre alta nei bambini: quando devo preoccuparmi?

Febbre alta nei bambini: quando devo preoccuparmi?

Quali sono i sintomi che ci devono allarmare quando un bambino ha la febbre? Cosa guardare oltre alla temperatura corporea? Una febbre alta nei bambini è sempre indice di malattia grave? Quando preoccuparsi e cosa fare in caso di febbre alta nei bambini?

La febbre alta è senza dubbio una delle situazioni che più spesso causano panico e ansia nei genitori anche se, come vedremo, una temperatura corporea molto alta (anche superiore a 40°C!) non sempre corrisponde ad una malattia grave, così come anche febbri con temperature apparentemente innocue possono nascondere patologie gravi.

In questo articolo impareremo a riconoscere i segni e sintomi di accompagnamento che per i pediatri molto spesso hanno ancora più importanza della temperatura.

Sintomi di meningite

Nel neonato e nel bambino piccolo (fino all’anno di vita) è molto importante guardare i cosiddetti segni di meningite, come ad esempio se la fontanella è “bombata” (rigonfia) o se è pulsante. Nel bambino più grande invece un segno caratteristico è la “rigidità nucale”: provando ad avvicinare il mento del bambino al petto (come quando gesticolando diciamo “si”) evochiamo un dolore molto forte che spesso rende impossibile il movimento.

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A qualsiasi età va fatta molta attenzione alla comparsa insieme alla febbre di petecchie diffuse (macchie violacee sulla pelle, che non schiariscono se le premiamo con le dita) e allo stato di coscienza del bambino: stato confusionale, eccessiva sonnolenza con scarsa risposta agli stimoli o pianto inconsolabile sono tutti segni che potrebbero indicare un coinvolgimento neurologico.

Febbre alta (da 39-40°C) con assenza di risposta ai comuni antipiretici come Tachipirina o Nurofen

Se nonostante la somministrazione di farmaci la temperatura non diminuisce è possibile che alla base ci sia una malattia severa ed un controllo medico è necessario. In alcuni casi potrebbe essere utile provarli entrambi a distanza di tempo (almeno 3-4 ore) perché ci sono bambini più sensibili al paracetamolo (es. Tachipirina, Efferalgan, Acetamol) e altri all’ibuprofene (es. Nurofen, Moment Kid, Antalfebal, Fevralt).

ATTENZIONE: a partire da agosto 2017 la nuova confezione di Tachipirina contiene 4mg di Paracetamolo. E’ importante leggere i consigli sulle nuove dosi e formulazione della Tachipirina

Un consiglio per tenere sotto controllo la situazione è quello di avere un diario delle temperature: con l’app MyDoctor24 avrai a disposizione gratuitamente una funzione che costruisce in automatico un grafico delle temperature che può essere condiviso con il tuo pediatra dandogli la possibilità di visualizzarlo in tempo reale! Richiedi subito informazioni per poter essere tra i primi a usarla!

Età del bambino

La febbre in un bambino con meno di un mese di vita necessita sempre di un controllo medico. Talvolta anche temperature poco elevate nei neonati, senza altri sintomi, possono nascondere malattie gravi!

Da 1 a 3 mesi di vita comunque la febbre è sempre un campanello d’allarme e se è maggiore di 38°C è necessario un controllo clinico. Dai 3 ai 6 mesi di vita in assenza di altri sintomi è ritenuta preoccupante una temperatura maggiore di 39°C.

Bambino che respira troppo velocemente

I valori patologici della frequenza respiratoria sono:

  • maggiore di 60 atti respiratori al minuto nel bambino con meno di 2 mesi;
  • maggiore di 50 atti respiratori al minuto nel bambino dai 2 mesi a 1 anno;
  • maggiore di 40 atti respiratori al minuto in un bambino da 1 a 5 anni;
  • maggiore di 30 atti respiratori al minuto dai 5 ai 12 anni.

Per rilevare correttamente la frequenza respiratoria prendete un cronometro e poggiate per un minuto una mano sulla bocca dello stomaco e considerate ogni sollevamento del torace come un atto respiratorio.

Bambino che respira con sforzo

I primi segni di solito sono i rientramenti intercostali e/o al giugulo: osservate il vostro bambino mentre respira e fate attenzione se si formano delle fossette sotto le costole o alla base del collo ad Iogni atto respiratorio (come se la cute “rientrasse”)

Bambino con alterazioni del colore della pelle

Oltre alle già citate petecchie, in corso di febbre va valutato se il bambino ha un colorito cianotico (violaceo – spesso soprattutto alle labbra), marezzato o grigiastro (soprattutto nei bambini piccoli con infezioni severe il colore della pelle tende proprio al grigio!)

Bambino che vomita di continuo o disidratato

In corso di febbre non deve spaventarci l’assenza di appetito, ma è importante che il bambino beva molto. Se è presente un vomito continuo (ad esempio in corso di gastroenterite) bisogna provare a far bere il bambino a piccoli sorsi, talvolta aiutandosi con un cucchiaino o con una siringa senza ago.

Segni clinici di disidratazione sono: labbra secche, pianto senza lacrime e soprattutto un “tempo di refill” maggiore di 2 secondi. Cosa è e come si calcola il tempo di refill? Premente sull’unghia del vostro bambino per 2-3 secondi, poi lasciate e osservate l’unghia (avrà assunto un colore biancastro). Il tempo di refill sono i secondi necessari perché l’unghia riprenda il suo naturale colore rosa. Se è più lungo di 2 secondi, il bambino potrebbe essere disidratato!

Dolore addominale intenso e costante

Il dolore addominale è un sintomo molto comune nei bambini. Spesso ha un andamento di tipo colico (che va e viene) e nella gran parte dei casi la causa è banale (lo sapete che la causa più comune di dolore addominale nei bambini è la stipsi?) ma se è fisso e costante ed è localizzato in basso a destra in addome potrebbe essere spia di un’appendicite!

Leggi anche: quando temere che un dolore addominale possa nascondere un’appendicite?

Bambino con le convulsioni

Le convulsioni in corso di febbre sono un fenomeno relativamente comune e innocuo nei bambini dai 6 mesi ai 6 anni. Il primo episodio convulsivo però necessita sempre di un controllo medico

Febbre persistente o resistente a terapia antibiotica

Se la febbre dura più di 5 giorni o se non è responsiva all’eventuale terapia antibiotica prescritta dal vostro pediatra curante sono necessari approfondimenti per individuare la causa della malattia.

Quando possiamo stare tranquilli?

Per fortuna la quasi totalità degli episodi febbrili nei bambini sono lievi e il loro organismo riuscirà senza problemi a sconfiggere l’infezione. Segnali incoraggianti, che devono guidarci ancor più della temperatura corporea, sono:

  • Febbre che risponde in maniera brillante ai comuni antipiretici (es. Tachipirina, Nurofen)
  • Bambino vigile, sorridente che gioca e ha appetito nonostante una temperatura molto elevata (l’esempio più classico è la “sesta malattia” caratterizzata da una febbre elevata anche fino a 40°C ma con un bambino che sta bene, è partecipe e risponde bene alla Tachipirina)
  • Febbre all’esordio senza i segni di allarme precedentemente elencati: ricordate sempre che portare un bambino troppo presto in visita dal vostro pediatra può essere fuorviante per voi e per lui! Spesso le malattie si manifestano nell’arco di 3-4 giorni e correre troppo presto dal pediatra oltre a essere inconcludente può indirizzarlo verso una diagnosi sbagliata non per un suo errore, ma semplicemente perché non si sono ancora manifestati i sintomi classici della malattia!

Bibliografia

  • 2016 Update of the Italian Pediatric Society Guidelines for Management of Fever in Children. Chiappini E et al – J Pediatr. 2017 Jan;180:177-183.
  • NICE | The National Institute for Health and Care Excellence – Fever in under 5s: assessment and and initial management – May 2013
  • Nelson Textbook of Pediatrics – 20th edition
2017-09-02T08:40:26+00:00 30 Giu 2017|Sintomi|